La salubrità dell’aria di Parini: un percorso didattico reticolare

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Riscoprire il Settecento, riscoprire me stesso

Chi mi legge su questi schermi, ma anche sulle riviste e blog dove, occasionalmente, pubblico i miei interventi su scuola e letteratura, penserà che la mia formazione sia di contemporaneista; in effetti, spulciando questo mio “cantuccio” e i contributi scritti dal dicembre 2020 a oggi, la maggior parte riguarda la letteratura del XX secolo, con particolare attenzione a Verga, Svevo, Fenoglio e, ovviamente, Montale. In realtà sono un (indegno) modernista: la mia tesi di laurea, infatti, verteva sugli echi tassiani nel Giorno di Parini (recupera qui un articolo estratto dalla tesi e pubblicato su «Studi Tassiani», intitolato Un capitolo della fortuna tassiana nel Settecento: Parini lettore della Gerusalemme liberata e dell’Aminta). Il Settecento è il secolo in cui mi muovo meglio ma che, come mi ha fatto notare il caro amico (e recensore più severo) Salvatore Tufano, frequento poco nei miei scritti.

Immagine reperbile all’url: https://www.bibliotecamai.org/studi-tassiani-2021/

Attraverso Parini ho effettuato quell’apprendistato sull’intertestualità che caratterizza il mio approccio alla letteratura e il mio agire didattico: banalmente interpretato come poemetto didascalico, Il giorno reca traccia non solo delle opere didascaliche, dei poemi classici (soprattutto dell’Eneide) e dei loro volgarizzamenti cinque-seicenteschi, ma anche della grande epica tassiana; nelle Odi invece è evidente la lezione di Orazio, ma anche di Tibullo (approfondisci gli echi tibulliani qui). Tornando però alla provocazione iniziale, mi sono accorto che in questo blog non è presente alcun articolo su Parini e, quindi, in prossimità della sua trattazione in classe quarta, ho deciso di stendere un pezzo dedicato a una proposta didattica sulla Salubrità dell’aria (che attiverò io stesso con i miei studenti di 4A Scientifico).

Varia s(fortuna) di Parini a scuola

La scarsa fortuna di Parini a scuola, testimoniata anche dal fatto che lo scrittore di Bosisio, a differenza di Goldoni e Alfieri, non venga neanche menzionato nelle Indicazioni nazionali per i Licei del 2010, si riflette nella sua trattazione nei manuali scolastici, che vedono la presentazione dei soliti 4-5 testi, affidati a una lettura ormai stereotipata. Il proemio del Mattino, la favola del Piacere, l’episodio della vergine cuccia, la sfilata degli imbecilli nella Notte e, ovviamente, La salubrità dell’aria sono ormai copia incollati in qualsiasi storia della letteratura del triennio, con tentativi di attualizzazione più o meno riusciti. Il punto è che, a mio avviso, se la connessione col presente si limita a una domandina su un aspetto marginale oppure a una ricerca autonoma degli studenti, questa non risulterà che da “cornice” a un testo che rimarrà “imbalsamato” nella sua epoca di produzione. Il tentativo di queste articolo è, invece, di creare un “reticolo” di stimoli intorno all’ode, vedendo in Parini un vero e proprio profeta inascoltato di emergenze che sono diventate preoccupanti nel XXI secolo.

Parini: un ecologista ante litteram? La posizione di Scaffai

La salubrità dell’aria, come ricorda Nadia Ebani nel cappello introduttivo all’ode, «fu letta dal Parini nell’Accademia dei Trasformati nel 1759, anno in cui per argomento delle letture pubbliche fu scelto il tema dell’aria» (G. Parini, Le odi. A cura di Nadia Ebani, Fondazione Pietro Bembo/Ugo Guanda Editore, Varese 2010, p. 24). Nel testo la corruzione dell’aria di Milano è presentata come «corollario di una corruzione morale ripetutamente chiamata in causa dal poeta […], che ignora le leggi e segue esclusivamente il proprio immediato e miope profitto» (Ivi, p. 23). Come nota sempre la Ebani, si tratta di aspetti di immoralità da sempre bersaglio della tradizione satirica (pensiamo a Giovenale, Persio, ma anche ai satirici cinque e seicenteschi), ma l’ode si colloca in realtà al crocevia tra passato e presente; Niccolò Scaffai nel fondamentale saggio Letteratura e ecologia. Forme e temi di una relazione narrativa, evidenzia la straordinaria novità dell’opera: «il vero e proprio ingresso di un tema (proto)ecologico nella letteratura italiana avviene nel Settecento. C’è una data precisa: il 1759. È in quell’anno che Giuseppe Parini […] compone l’ode La salubrità dell’aria. Lo spunto proveniva dall’attualità tecnologica: l’introduzione a Parigi di una macchina per svuotare pozzi neri, di cui aveva dato conto anche la “Gazzetta di Milano”, all’epoca diretta da Parini stesso» (N. Scaffai, Letteratura e ecologia. Forme e temi di una relazione narrativa, Carocci, Roma 2018, p. 175).

https://www.carocci.it/prodotto/letteratura-e-ecologia

Parini e l’Educazione civica del 2024

Molto discusse sono state le nuove Linee guida per l’insegnamento dell’Educazione civica, emanate dal ministro Giuseppe Valditara lo scorso 7 settembre (recuperale qui); la sottolineatura dell’identità nazionale, il focus su crescita economica, cultura d’impresa, del risparmio, con un occhio alla situazione previdenziale già al primo ciclo (!), avevano suscitano forti critiche, che erano sfociate nella bocciatura del Consiglio superiore della pubblica istruzione. Non è mia intenzione entrare nel merito della questione (per cui rimando all’ottimo articolo scritto da Roberto Pietrobon sul «Manifesto», recuperabile qui), quanto vedere come un percorso sull’ode pariniana consenta di intercettare diversi nodi concettuali e competenze inserite nelle Linee guida (e già presenti in quelle pre-revisione)

Vediamo quindi in una tabella le nuove competenze delle Indicazioni riferite agli snodi dell’ode.

Nodo concettuale delle Linee guida Competenze intercettateRiferimenti ne La salubrità dell’aria
Sviluppo economico e sostenibilitàCompetenza n. 5
Sviluppare atteggiamenti e comportamenti
responsabili volti alla tutela dell’ambiente, degli ecosistemi e delle risorse naturali per uno sviluppo
economico rispettoso dell’ambiente.
La rappresentazione della campagna.
L’insalubrità della città di Milano.
Il disinteresse della salute pubblica per scopi di lucro e avidità personale.
Sviluppo economico e sostenibilitàCompetenza n. 6
Acquisire la consapevolezza delle situazioni di rischio del proprio territorio, delle potenzialità e dei limiti
dello sviluppo e degli effetti delle attività umane sull’ambiente. Adottare comportamenti responsabili verso
l’ambiente.
L’uso delle marcite per il foraggio dei cavalli dei nobili e la diffusione di miasmi e della malaria nel territorio della bassa Lombardia.
Sviluppo economico e sostenibilitàCompetenza n. 9
Maturare scelte e condotte di contrasto alla illegalità.
Le “navazze stercorarie” che sversano rifiuti nel loro tragitto, l’abitudine di gettare i rifiuti dalle finestre e di lasciare i cadaveri di animali morti sul ciglio della strada.

Parini e l’Agenda 2030

La riflessione pariniana affidata a La salubrità dell’aria intercetta quindi in modo fruttuoso quell’Agenda 2030 che, spesso, è messa come “pezza giustificativa”, sorta di “toppa” in qualsiasi intervento di Educazione Civica. In realtà nei versi pariniani dell’ode risuonano straordinarie anticipazioni di due goal molto importanti e urgenti, ovvero l’obiettivo 11, “Città e comunità sostenibili” e 12, “Consumo e produzione responsabili”. Gli obiettivi citati si legano poi a due emergenze del XXI secolo, nello specifico il global warming legato al cambiamento climatico e il consumo di risorse, sempre più preoccupante se si considera la progressiva anticipazione dell’Overshoot Day della Terra.

Vediamo quindi nel dettaglio questi due Goal di Agenda 2030: l’Obiettivo 11 «mira a ridurre l’inquinamento pro capite prodotto dalle città, in particolare per quanto concerne la qualità dell’aria e la gestione dei rifiuti. Lo sviluppo urbano dovrà essere più inclusivo e sostenibile, tra l’altro grazie a una pianificazione degli insediamenti partecipativa, integrata e sostenibile»; l’Obiettivo 12, invece, «promuove l’attuazione del programma decennale dell’ONU per un modello di consumo e di produzione sostenibile. L’obiettivo è adottare un approccio rispettoso dell’ambiente ai prodotti chimici e ai rifiuti. Il volume dei rifiuti dovrà essere notevolmente ridotto, tra le altre cose grazie al recupero».

Già nel Settecento Parini sottolineava che l’aria pura è un dono a cui i cittadini hanno rinunciato per interessi economici (il lusso e l’avarizia del v. 71) e disinteresse privato (la stolta pigrizia evocata nel v. 72); se però consideriamo la salubrità non solo in senso fisico, ma anche psichico, potremo vedere come vivere in metropoli del XXI secolo, come Milano, caratterizzate da concentrazioni di polveri sottili altissime, spazi verdi ridotti e cementificazione selvaggia, rappresenti un’esperienza ben lontana dalla salubrità evocata dal poeta di Bosisio.

Recentemente il capoluogo lombardo è balzato agli onori della cronaca per una ricerca di IQAir, un’azienda svizzera, secondo cui sarebbe la terza città più inquinata dal mondo; cercando di svincolarci dalle polemiche legate alla posizione e vedendo invece nella probabile fake news uno stimolo per interrogarsi sul problema, è interessante far ragionare la classe, composta, lo ricordo sempre, da futuri cittadini di domani, sui comportamenti da attuare per migliorare la qualità dell’aria e per non far sì che il futuro ci veda dotati di mascherina mentre visitiamo il Duomo o il quartiere di Brera (ovviamente lo stesso discorso si può fare per le città menzionate dal sito IQAir).

La proposta di scrittura, da far stendere al singolo ma, meglio, in piccolo gruppo, potrebbe essere questa:

La tutela dell’ambiente è una delle emergenze del nostro tempo e l’aria di molte città italiane, specie della Pianura Padana, è ormai irrespirabile. Con l’aiuto del web, fai una ricerca sulle principali cause di tale fenomeno e, ricollegandoti alla tematica della responsabilità individuale presente nell’ode La salubrità dell’aria, stendi un testo di circa 250 parole in cui proponi dei comportamenti “virtuosi” che i singoli cittadini possono mettere in atto per arginare il fenomeno dell’inquinamento dell’aria.  

Ovviamente la consegna testuale può anche essere trasformata in una digitale, chiedendo agli studenti di creare un’infografica sui comportamenti “virtuosi” da mettere in campo per “ammortizzare” il fenomeno dell’inquinamento dell’aria. Cambia lo strumento, ma rimane inalterato il tentativo di stimolare una riflessione su atteggiamenti e stili di vita che possano rispettare l’ambiente, talvolta anche a scapito della comodità (penso all’utilizzo preponderante del mezzo privato, vero e proprio volano per l’inquinamento dell’aria).

Da Parini a Saviano: un percorso sui rifiuti

Il problema dell’accumulo dei rifiuti, causato, se si legge Il giorno, anche dallo spreco di cibo sulle tavole dei nobili (esemplificativo è, infatti, il finale del Mezzogiorno, con la rappresentazione della folla dei miserabili che cerca di gustare gli avanzi del pranzo) viene descritto nell’ode a partire dal v. 103:

Spenti animai, ridotti
Per le frequenti vie,
De gli aliti corrotti 105
Empion l’estivo die:
Spettacolo deforme
Del cittadin su l’orme!

Nè a pena cadde il sole
Che vaganti latrine 110
Con spalancate gole
Lustran ogni confine
De la città, che desta
Beve l’aura molesta.

Gridan le leggi è vero; 115
E Temi bieco guata:
Ma sol di sè pensiero
Ha l’inerzia privata.
Stolto! E mirar non vuoi
Ne’ comun danni i tuoi? 120

Oltre ai cadaveri degli animali (spenti animai del v. 103) lasciati ai bordi della strada, una delle piaghe della Milano del Settecento erano le navazze stercorarie, oggetto di un editto del 1756, in cui si scriveva: «Tutti quelli che avranno navazze stercorarie per evacuar necessari, che soglionsi chiamar navazzari, non possono avere, né adoperare, né far adoperare navazze, se non ben chiuse di modo che non possino spandere all’intorno, né al di sotto, la materia che in esse si riporrà…Che non possa alcun navazzaro, o famiglio di navazzaro entrare nella città di notte e non terminato il suono della campana» (si cita dal commento della Ebani, cit., pp. 35-36).

La riduzione e il riciclo dei rifiuti è uno degli obiettivi del Goal 12 di Agenda 2030; il traguardo 12.5 mira infatti a far diminuire «in modo sostanziale la produzione di rifiuti attraverso la prevenzione, la riduzione, il riciclo e il riutilizzo». La situazione nel Settecento era preoccupante, ma l’Italia come è messa nella gestione dei rifiuti? A leggere il Green book, la monografia completa del settore rifiuti urbani in Italia, sembrerebbe che i cittadini abbiano preso a cuore il bene comune, tanto che il nostro Paese è tra i primi posti a livello europeo per tasso di circolarità della materia (21% vs 12%). Tuttavia non si può tacere l’aumento nella produzione di rifiuti urbani, come certificato dall’Isrpa (leggi qui) e il fenomeno dello smaltimento illegale dei rifiuti.

Una possibile connessione tra Salubrità dell’aria e XXI secolo è rappresentata quindi da Gomorra di Roberto Saviano, romanzo del 2006, in cui principale argomento del capitolo finale (intitolato Terra dei fuochi) sono proprio i rifiuti; qui lo scrittore prese ispirazione da Cassiopea, l’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere che nel 2003 svelò il più grande traffico di rifiuti tra nord e sud Italia e che, incredibile dictu, si è risolta nel 2011 con l’assolvimento dei 95 imputati (approfondisci con l’articolo di Saviano su «La repubblica» qui).

Una possibile applicazione in classe riguarda il film di Matteo Garrone e la sequenza in cui si rappresenta il traffico di rifiuti tossici.

Dopo la visione di questa sequenza del film, ma anche dell’intero film se si ha la possibilità (e la disponibilità oraria) di proiettarlo in aula, si può attivare la classe attraverso la seguente proposta di scrittura:

Lo spazio della discarica, che accoglie e nasconde rifiuti provenienti da terre lontane, è presente anche nel film Gomorra, di Matteo Garrone, ispirato al bestseller di Roberto Saviano pubblicato nel 2006. Guarda il film, soffermandoti in particolare sulle sequenze del traffico di rifiuti tossici e rileva, in un testo di circa 250 parole, elementi di continuità coi versi dell’ode di Parini, vero e proprio profeta inascoltato.

Per chi ama Saviano e vuole ulteriormente approfondire queste tematiche, con un taglio non legato al cinema, ma all’argomentazione, consiglio di estrarre dalla raccolta Vieni via con me, edita da Feltrinelli nel 2013 il pezzo Rifiuti e veleni: la montagna tossica, in cui si racconta il tradimento della terra del Sud da parte di contadini disperati, che permettono di sversare i rifiuti tossici del Nord in Campania.

Segnalo questo passaggio: «per le ecomafie è sempre fondamentale trovare terre e buche dove poter sversare e nascondere. Quando si scava per costruire edifici, le fondamenta diventano spazi ideali per nasconderci la monnezza. Tutto ciò che è vuoto diventa per la camorra spazio da riempire». E si torna al tema pariniano del lucro, della responsabilità individuale di fronte al bene comune, con dei contadini ben diversi dai villani dipinti da Parini nel Mattino e nell’ode presentata.

Un testo che ci parla

Uno degli aspetti che tendo a mettere più in evidenza quando affronto in classe un testo è il titolo, spesso portatore di significati che l’opera tende a sottintendere, o mettere in secondo piano; il titolo è fondamentale per La salubrità dell’aria, in cui il termine salubrità rinvia all’etimo latino saluber, ovvero “che giova”, “che fa bene alla salute”. In realtà il sostantivo, nel XXI secolo, ha ampliato la sua gamma di significati, andando a coinvolgere aspetti legati al benessere psicofisico; è ormai assodato che la salute dell’uomo e quella degli ecosistemi sono indissolubilmente legate. Come scrive Catherine Ganzleben, responsabile del gruppo “Inquinamento atmosferico, ambiente e salute”, in un’intervista in rete (recuperala integrale qui), «prosperiamo come persone e come comunità trascorrendo del tempo nella natura, facendo esercizio fisico, socializzando e rilassandoci. Allo stesso tempo, quando viviamo, lavoriamo, andiamo a scuola o giochiamo in ambienti inquinati, sia il nostro corpo che la nostra mente soffrono. Proteggere la natura non significa proteggere il pianeta. Significa proteggere la nostra salute e il nostro benessere, nonché quello dei nostri figli».

Creare connessioni tra letteratura e attualità, tra versi pariniani ed emergenze del XXI secolo è uno dei veri obiettivi, non solo dell’Educazione civica, ma dell’insegnamento letterario: se non faremo vedere agli studenti il senso sempre attuale della Grande Letteratura, questa si ridurrà all’insignificanza, in un mondo che tende già, ahimé, a confinare tutto ciò che è umanistico nell’ambito dell’inutilità. Con questo non voglio dire che la letteratura debba essere piegata a logiche utilitaristiche e che si debba attualizzare tutto, ma solo che i versi pariniani, con il loro miscere utile dulci, sanno ancora parlarci con evidenza di emergenze che quasi 300 anni non hanno risolto.

2 pensieri riguardo “La salubrità dell’aria di Parini: un percorso didattico reticolare

  1. Percorso pariniano senza sbavature e molto stimolante. E pensare che alcuni colleghi non lo trattano come autore perché non compare nelle Indicazioni nazionali…

    Ho apprezzato il collegamento all’attualità con i testi di Saviano e il film di Garrone.

    Aspetto qualche indicazione anche sul Giorno, i passi in antologia, come dici tu, sono sempre gli stessi purtroppo.

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