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Cavalli di battaglia e “ore di Dante“
Ogni docente, ammettiamolo, ha i suoi cavalli di battaglia, ovvero quegli argomenti su cui può tranquillamente improvvisare e che padroneggia senza doverli, ogni volta, rivedere prima di entrare in classe. Se dovessi elencare i miei, potrei sicuramente citare Il giorno di Parini, la Gerusalemme liberata di Tasso, tutto Montale ma, per chi mi legge o mi segue su Youtube, credo di essere abbastanza “ferrato” su Verga, Machiavelli, Primo Levi, Boccaccio e Alfieri. Ci sono invece argomenti che, vuoi per non averli affrontati adeguatamente a scuola, ma soprattutto per non aver approfondito in ambito universitario, risultano ostici e, addirittura, indigesti.
Tra questi c’è sicuramente il Purgatorio: se per il Paradiso sono stato guidato dalle lezioni magistrali della Prof.ssa Claudia Villa (ne scrivevo qui) e sono riuscito a recuperare l’Inferno, svolto in modo indegno in terza liceo, in forma indiretta attraverso altri corsi (come quello magistrale sul Dialogo coi classici attraverso la tragedia), il Purgatorio è sempre rimasto un grande “buco nero”, che mi è costato una grande fatica e che ho imparato a inserire efficacemente nella programmazione col tempo e uno sforzo non indifferente. Un aiuto non mi è stato neppure fornito durante gli anni della scuola paritaria: i colleghi, seppur giovani e preparati, erano molto “vecchio stampo” e, sia in terza sia in quarta, proponevano “l’ora di Dante” che, a mio avviso, è sempre stata molto dispersiva e improduttiva. I colleghi argomentavano che il Sommo Poeta è l’autore per eccellenza della letteratura italiana e che, quindi, doveva accompagnare la classe per l’intero anno scolastico, ma quei canti iniziati, interrotti, ripresi a distanza di una settimana mi sono sempre sembrati bistrattati, quasi vilipesi. Taccio poi sulla presentazione del canto V dell’Inferno prima di aver affrontato lo Stilnovo…

Un cavolo a merenda
Se l’Inferno aveva però l’indubbio vantaggio di collocarsi in “piena letteratura medievale” e di permettere collegamenti con le altre ore di letteratura, lo stesso non poteva dirsi per il Purgatorio, anzi, l’ora di Purgatorio sembrava proprio un cavolo a merenda nel bel mezzo di Ariosto, Tasso, Parini e altri autori del quarto anno. Era inoltre problematico anche verificare tali argomenti, dal momento che passavano settimane su contenuti che i ragazzi (e io stesso) dimenticavo; una soluzione (o, meglio, una pezza) era “la domanda sul Purgatorio” durante i colloqui orali oppure un veloce test intermedio a metà anno.
La vera svolta è stata rappresentata per me dal contatto con l’Associazione degli Italianisti e, soprattutto, con la nostra referente regionale lombarda Marianna Villa; attraverso webinar, incontri di formazione in presenza e, soprattutto, condivisione di buone pratiche, che rappresentano, a mio avviso la VERA FORMAZIONE, ho cercato di “fare pace” anche col Purgatorio che ho iniziato a trattare, seguendo le indicazioni dei docenti ADI SD, in 6-8 settimane, compresse, per un monte ore di circa 24 ore, con verifica finale e, magari, realizzazione di un prodotto per il Dantedì.
Operazioni preliminari
Prima però di iniziare a progettare, d’estate (ecco il senso di questo articolo), ho fatto una lettura integrale della cantica attraverso l’edizione a cura di Bianca Scaravelli edita da Bompiani che, a mio avviso, rappresenta una delle migliori in circolazione; in questo manuale destinato alle scuole superiori, ora fuori catalogo, ogni canto è preceduto da una ricca introduzione che lo divide in nuclei narrativi; i versi danteschi poi, sulla pagina sinistra, sono tutti parafrasati a piè pagina, mentre a destra corre parallelo il completo e aggiornato commento, con bibliografia all’americana da recuperare a fine volume.

Ritengo la lettura integrale della cantica fondamentale perché, se da un lato permette di immergersi nell’atmosfera purgatoriale e comprendere l’elemento narrativo che una lettura “per canti memorabili” non restituisce, dall’altro consente anche di selezionare quei canti o quell’insieme di versi che saranno poi oggetto della trattazione in classe; se la durata del modulo sul Purgatorio è di 24 ore circa, comprensive di verifica degli apprendimenti, si dovrà operare giocoforza una selezione.
Una tabella per orientarsi
Delineo quindi, in una tabella-spiegone, un mio itinerario-standard sul Purgatorio, nella consapevolezza che le scelte sono personali, ma credo sempre che un confronto sia interessante e proficuo sia per chi scrive, sia per chi legge.
| Ore dedicate | Contenuto purgatoriale | Motivazione della scelta |
| 2 + 1 ora in flipped classroom | Introduzione alla cantica | Mettere gli studenti a conoscenza di questioni dottrinali, struttura, temi, personaggi e pene del Purgatorio dantesco. |
| 2 | Purgatorio I | Canto proemiale in cui avviene l’incontro con Catone uticense. Lettura integrale. |
| 2 | Purgatorio II e III | Sintesi contenutistica del canto II e lettura dei vv. 46-145 del canto III, con la figura straordinaria di Manfredi di Puglia. |
| 1,5 | Purgatorio V | Lettura dei vv. 64-136. Le figure dei morti di morte violenta permettono parallelismi con Inferno V. |
| 2 | Purgatorio VI | Lettura integrale. Il canto politico di Sordello, da inserire nella climax che parte da Inferno VI. Attualizzazione con il concetto di patria. |
| 1,5 | Purgatorio XI | Selezione dei vv. 58-142. Interessante per il concetto di superbia punita e i riferimenti a Cavalcanti e Dante autore. |
| 2 | Purgatorio XVI | Canto al centro della cantica, in cui si espone attraverso Marco Lombardo la teoria dei due soli e il pensiero politico di Dante. Selezionare i vv. 52-114. |
| 1 | Purgatorio XXIII | Dante e l’amicizia. L’incontro con Forese Donati e l’invettiva contro le donne fiorentine. Selezionare i vv. 36-133. |
| 2 | Purgatorio XXX | L’arrivo di Beatrice sul carro e le lacrime di Dante. Selezionare i vv. 40-81 e 121-145. |
| 1 | Purgatorio XXXIII | La figura di Matelda e Dante che beve nel fiume Eunoè salendo in Paradiso. Selezionare i vv. 103-145. |
L’introduzione: un aspetto fondamentale
Mi capita spesso, nelle chiacchiere da corridoio o da macchinette, di confrontarmi con i colleghi impegnati nell’agone purgatoriale e, quasi tutti, iniziano, ex abrupto, dal canto I. Personalmente credo che non delineare struttura, elementi teologici e pene/contrappassi purgatoriali sia come offrire agli studenti una torta ancora cruda; concordo con la centralità del testo, tuttavia quello dantesco, più di altri, necessita di una mediazione da parte del docente. D’altra parte, visto che per introdurre il Purgatorio, ci vorrebbero 3-4 ore, ho deciso di avvalermi, ogni tanto, della flipped classroom e di sottoporre ai malcapitati studenti un video-polpettone con i punti introduttivi essenziali.
Discuto spesso coi colleghi della flipped classroom e la ritengo una metodologia rischiosa, specie se si riduce a un florilegio di video postati su Classroom o Teams da guardare in preparazione all’argomento; spesso, poi, questi video non sono pensati per la didattica in classe e risultano alquanto inefficaci. Ho quindi adottato, usando una modalità della collega di tedesco, che sottoponeva ai ragazzi delle Fragen (“domande” auf Deutsch), delle domande-guida, a cui dovranno rispondere in modo collaborativo sulla classe virtuale. In soldoni: viene postato il video del Purgatorio registrato dal docente, che gli studenti dovranno seguire con attenzione, rispondendo a una decina di domande-guida proposte dal docente, che verranno poi riprese in classe. Nel momento collegiale, si daranno delle precisazioni, informazioni aggiuntive, ma la classe avrà comunque una visione generale della cantica.
Quali elementi sono, a mio avviso, fondamentali per una comprensione globale del Purgatorio? Li delineo brevemente:
- L’idea di Purgatorio dai testi sacri al ’300
- La spazializzazione del Purgatorio e la novità di Dante
- La struttura morale e la tripartizione della montagna
- I tre guardiani
- Pene, contrappasso ed exempla
- Personaggi, incontri e ideologia politica
Una volta esaurita la trattazione generale, i singoli canti, o meglio, la selezione dei versi dei singoli canti, può essere svolta con più velocità, dal momento che molti presupposti sono già stati presentati nelle ore iniziali del modulo. Di ogni canto si farà una breve introduzione, presentando nuclei narrativi e personaggi, focalizzandosi poi sulle principali tematiche e, come in tutto il Purgatorio, gli elementi sorprendenti del canto.
Attualizzare il canto VI
Per far sì che le lezioni non diventino letargiche, è però opportuno far attivare gli studenti a partire da alcuni spunti che emergono dai canti. Uno dei più significativi riconduce al canto VI e alla famosa invettiva Ahi serva Italia, che contiene la condanna, da parte di Dante, delle lotte intestine e dei particolarismi tipici del paese «Dove ’l sì suona». In questa prospettiva, è interessante indagare il concetto di patria, richiamato dall’abbraccio tra due mantovani celebri, Virgilio e Sordello, avvalendosi del saggio di Walter Barberis, Il bisogno di patria, nella cui premessa afferma che l’Italia sembrerebbe aver rimosso l’idea di patria, intesa come senso di appartenenza a una comunità:
Molti analisti hanno diagnosticato agli italiani una mancanza di cultura patriottica E sono stati numerosi e autorevoli i richiami perché questa carenza venisse colmata. Talvolta sottolineando i momenti migliori, di maggiore coesione, di più felice incontro nella storia fra gli italiani; […] altre volte richiamando l’esigenza di sanare le ferite che si presumono ancora aperte, inferte al tessuto patriottico, nel cuore del Novecento, dalla ennesima guerra che gli italiani hanno combattuto contro se stessi [la guerra tra partigiani e italiani fedeli al regime mussoliniano n.d.r.].
La mancanza di una sensibilità comunitaria degli italiani non si è rivelata né consolidata nei cinquant’anni appena trascorsi; chiama in causa almeno cinque, se non quindici secoli […]. Fino allo stato dei partiti, l’ossimoro contemporaneo che svela forse il solo elemento di continuità della storia dell’Italia moderna: e cioè la sua tendenziale difficoltà a trovare un momento unitario, la sua antica e abituale sottrazione a una visione comunitaria. Senza questa prospettiva, parlare di patria rischia di tradursi in un equivoco linguistico, in un inevitabile anacronismo di significati, in una voglia insana di frugare nel cestino dei rifiuti più recenti (W. Barberis, Il bisogno di patria, Einaudi, Torino 2004, pp. 8-10)
Dal momento che la parola patria è onnipresente nel dibattitto politico e la (o il) Presidente del Consiglio Meloni la pronuncia di frequente, è opportuno far interrogare la classe su queste domande-stimolo:
- Quali sono i momenti in cui ci si riscopre patriottici?
- Quali sono gli elementi più attuali del canto di Sordello?
- Quali sono gli stereotipi che caratterizzano ancora nel XXI secolo il popolo italiano, retaggio del passato?
- Il bisogno di patria è genuino o, a tuo avviso, nasconde elementi di razzismo e di xenofobia?

Un altro canto su cui poter effettuare un’interessante attualizzazione è il XXIII, che presenta l’incontro di Dante con Forese Donati; oltre a richiamare la famosa tenzone scambiata dopo la morte di Beatrice, il canto presenta due snodi che possono parlare alla classe come comunità ermeneutica: anzitutto il concetto di amicizia, lì presente post mortem e ora sempre più nebuloso causa avvento dei social network ma, soprattutto, la tirata misogina dei vv. 76-114, in cui l’esaltazione della moglie di Forese, Nella, si accompagna alla condanna delle fiorentine, come se l’abbigliamento provocante qualificasse i costumi morali di un individuo.
O dolce frate, che vuo’ tu ch’io dica?
Tempo futuro m’è già nel cospetto,
cui non sarà quest’ora molto antica, 99nel qual sarà in pergamo interdetto
a le sfacciate donne fiorentine
l’andar mostrando con le poppe il petto. 102

Verificare il Purgatorio
Non ho ricette spettacolari per la verifica di questo modulo sul Purgatorio; a mio avviso si può procedere in due modi: se la classe è numerosa si può somministrare un questionario di due ore in cui a domande V/F o a risposta multipla sulla parte generale, seguano individuazione e commento di versi e, nel mio caso, una breve produzione di due colonne, come a partire dalla traccia che segue:
Anche nel Purgatorio, come nell’Inferno, Dante auctor dissemina una serie di indicazioni sul necessario rinnovamento della Chiesa e sulle colpe che hanno caratterizzato i successori di Pietro. Analizza la questione, facendo riferimento al contesto storico di stesura del Purgatorio e a qualche incontro significativo della seconda cantica.
Nelle classi piccole, o anche inferiori a 18, è invece sostenibile un giro di colloqui orali, ma, dal momento che mi annoio nel fare le stesse domande e sentire le stesse risposte, faccio preparare, solitamente, un approfondimento, da presentare come momento iniziale del colloquio. Ecco, ad esempio, qualche proposta su passi non letti in classe e lasciati all’appprofondimento individuale:
- Tra i personaggi più importanti del Purgatorio va annoverato il poeta latino Stazio, collocato tra le anime che scontano il peccato di prodigalità: leggi i vv. 64-99 del canto XXII e ricostruisci il ruolo che Virgilio ebbe nella sua conversione. Opera poi un parallelismo con l’analogo incontro tra Virgilio e Sordello nel canto sesto.
- Il Purgatorio è la cantica della letteratura: approfondisci questo aspetto facendo riferimento ai personaggi di Forese Donati (Purg. XXIII), Bonagiunta Orbicciani (Purg. XXIV), Guido Guinizelli e Arnaut Daniel (Purg. XXVI).
- Come nell’Inferno, anche nel Purgatorio Dante incontra personaggi importanti della Chiesa: uno di questi è papa Adriano V. Leggi i vv. 97-145 del canto XIX, spiega quale fu la sua colpa e opera un confronto con gli incontri con i papi dell’Inferno (Niccolò III e Celestino V) focalizzandoti sul diverso atteggiamento di Dante e l’atmosfera dell’incontro.
Innovare sempre?
Terminato questo articolo che i colleghi più navigati avranno ritenuto stucchevole, saltando, probabilmente con una lettura skimming, le parti più didascaliche, mi permetto una riflessione, rivolta ai giovani docenti che seguono questo spazio di riflessione. Le metodologie sono importanti, perché ci permettono di proporre i contenuti spesso indocili a studenti in formazione, ma talvolta mostrano la loro inefficacia, specie nei gradi alti, oppure si rivelano dispersive e più un peso per il docente (nell’attività di preparazione) che un vantaggio per gli studenti.
Il modulo sul Purgatorio qui presentato nel dettaglio è quindi molto tradizionale, perché prevede sì dei momenti laboratoriali e di discussione su attualizzazioni, ma mette al centro il testo dantesco e Dante. Credo che sia una forma di resistenza delle discipline di fronte a chi vuole che vengano “attraversate” (citazione di Batini dal corso Orientamenti), ma andando contro la scientificità e operando banalizzazioni imbarazzanti. Non ho ancora imparato a proporre Leopardi con un JIG-SAW, ma in tutta onestà me ne vanto: alcuni contenuti vanno proposti duri e puri. Nel testo letterario, spesso, c’è già tutto e, in Dante, a maggior ragione; lì ci troviamo le domande di senso che ci rendono umani e individui pensanti (e quindi pesanti). Mi pare già molto.