Strutturare vere tipologie B: un esempio per il triennio

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Argomentazione, questa sconosciuta

Due anni fa, sul blog di Romano Luperini, scrissi un pezzo (recuperalo qui) in cui parlavo di argomentazione assente in quanto, analizzando i testi di tipologia B proposti nelle tre sessioni dell’Esame di Stato del 2022, notavo il prevalere di brani di natura espositiva più che argomentativa. Al Ministero dell’Istruzione e del Merito sono, si vede, recividi e infatti, leggendo le tre tracce proposte il 19 di giugno, ovvero un estratto da Storia d’Europa di Giuseppe Galasso, un pezzo senza titolo (…) di Maria Agostina Cabiddu e il brano da Riscoprire il silenzio. Arte, musica, poesia, natura fra ascolto e comunicazione di Nicoletta Polla-Mattiot, si ha la sensazione di pezzi sicuramente ben scritti, con taglio saggistico/giornalistico, ma che lasciano poco spazio all’autonoma presa di posizione dello studente.

Posto che, se non si progetta, in accordo con il consiglio di classe, un laboratorio di argomentazione di taglio pluridisciplinare, è difficile che gli studenti esprimano spontaneamente opinioni approfondite e argomentate sui temi proposti in sede di verifica o di Esame, ritengo che la presentazione di brani che io definisco “d’autore” abbia un effetto “castrante” anche verso chi, grazie a letture personali o un ambiente familiare stimolante, sarebbe in grado di contrapporre all’auctoritas inserita in tipologia B delle opinioni che non si accodino docilmente a quanto esposto nelle tracce.

La tipologia B del 2024 sotto la lente d’ingrandimento

Prendiamo, per esempio, le tre tipologie B proposte nella sessione ordinaria del 19 giugno:

  • nella prima, di ambito storico, la “tesi” di Galasso è che lo stato di pace successivo alla seconda guerra mondiale fu garantito da quello che definisce «equilibrio del terrore»; posto che nel 50% delle scuole italiane il percorso di storia arriva alla seconda guerra mondiale o poco più in là, con la proposta di questa traccia si presuppone di avere tra i banchi della maturità dei futuri esperti di geopolitica e penne di «Limes».
  • nella seconda, Maria Agostina Cabiddu, dopo una ricognizione (anche qui prettamente espositiva) sull’articolo 9 della Costituzione, conclude che la bellezza debba essere necessariamente democratica, perché è legata al concetto stesso di Cittadinanza; anche in questo caso si tratta di un testo per lo più espositivo e che lascia poco spazio di manovra: chi potrebbe argomentare che la bellezza debba essere privilegio di un’élite? Forse sarebbe stato interessante proporre un esempio sulla recente introduzione di un ticket per Venezia, città d’arte per eccellenza, ma, sic stantibus rebus, da argomentare c’è davvero poco…
  • nella terza, di ambito sociale, Nicoletta Polla-Mattiot sostiene, tra le altre cose, che è proprio il silenzio, ovvero la pausa (intercapedine) che si pone tra una parola e l’altra, a rappresentare l’origine della comprensione: il pensiero, infatti, per essere afferrato e condiviso, necessita di tempo e spazio. La traccia è suggestiva ma dà vita a quelle riflessioni che definisco “da psicologia da bar“; se infatti non supportate da conoscenze (filosofiche o sociologiche), il rischio è che lo studente si metta a scrivere pagine e pagine senza costrutto, lasciandosi andare a un flusso di pensieri. Il problema poi è il seguente: ma davvero c’è qualcuno che non ritiene il silenzio fondamentale nella chiassosa civiltà contemporanea? Anche qui ci sarà un’argomentazione solamente di sostegno.

Posto che nella tipologia B, almeno nelle intenzioni di Serianni, deve essere presentato “un solo” testo ben fatto, ritengo che nelle “palestre” da svolgere durante l’anno si debbano cercare articoli argomentativi, ma soprattutto divisivi. In questa seconda parte dell’articolo, vi presenterò un esempio che ha dato vita a un bel dibattito di idee. In classi poi numerose (ahimé non era questo il caso) può innescare dinamiche davvero argomentative

«Internazionale»: una miniera di idee

Negli ultimi anni si stanno sempre più diffondendo, da parte degli attivisti di Ultima Generazione, iniziative di protesta volte a sensibilizzare il pubblico sulla necessità di azioni urgenti per fermare il cambiamento climatico; queste hanno provocato danni alla facciata di Palazzo Vecchio a Firenze, mentre la protezione ha salvato i dipinti di Van Gogh e Botticelli. Il connubio arte-protesta è particolarmente interessante e, sfogliando «Internazionale», nel novembre del 2022, mi sono imbattuto in un articolo di India Bourke, intitolato Le azioni nei musei aiutano il clima? Su questo testo ho predisposto una traccia di tipologia B, svolgendo gli esercizi di comprensione e analisi in classe, in forma guidata, lasciando la produzione come attività domestica. Nella parte finale dell’articolo vedremo invece come far interagire questo editoriale con un altro, con una tesi opposta, presente nella pagina successiva del settimanale.

Immagine reperibile all’url: https://www.firenzetoday.it/cronaca/raid-ambientalista-palazzo-vecchio-reazioni.html

L’articolo è consultabile qui e presenta, a mio avviso, una strutturazione e un impianto argomentativo di ottimo livello, su cui prevedere delle operazioni di analisi sequenziale e comprensione. Ritengo che, nella palestra “di pensiero”, si possano eccedere le 5-6 domande standard della tipologia B, proponendo anche quesiti di potenziamento lessicale e altri volti a comprendere la struttura dell’articolo e la paragrafatura, uno dei talloni d’Achille dei nostri studenti.

Come prima domanda, chiediamo agli studenti di proporre una schematizzazione della struttura dell’editoriale di India Bourke; dal momento che tali operazioni, sicuramente proficue, richiedono un grado elevato di astrazione, consiglio di predisporre uno schema a completamento, richiedendo di completarlo, mettendo una sintesi e l’indicazione delle righe.

La prima domanda della nostra comprensione e analisi potrebbe recitare grossomodo così: “Prova a eseguire un’analisi sequenziale dell’editoriale, completando la tabella sottostante“.

SequenzaContenuto e paragrafo
Introduzione / lead
Controversia
TesiL’attivismo ha bisogno di sostegno, soprattutto ora che il governo conservatore inglese sta varando una legge che renderà difficile protestare (paragrafo 3)
Argomenti a favore della tesi
AntitesiI gesti degli attivisti contro i dipinti sono da bollare come vandalismo che non produce alcun effetto tangibile (paragrafo 1)
Confutazione dell’antitesi

Dopo questa operazione, che ha attivato una lettura “profonda”, è opportuno richiedere un riassunto e, magari, nelle attività svolte in classe, anche a piccoli gruppi, più riassunti. Come recita il titolo di Ugo Cardinale, riassumere è una vera e propria arte, che mette in moto delle strategie (contrazione, riformulazione, nominalizzazione, tra le altre) che hanno ripercussioni positive anche negli altri processi di scrittura. Data l’estensione del testo, chiederei agli studenti di redigere un riassunto di circa 15-20 righe.

Dopo gli esercizi di comprensione, è necessario andare nel vivo dell’articolo, analizzandone le varie parti. La prima è il lead, il paragrafo iniziale, di cui andrà spiegata la funzione comunicativa; India Bourke, infatti, con un lead citazione, riprende la definizione che del gesto degli attivisti hanno dato alcuni commentatori, ma conclude il primo paragrafo sottolineando, con ironia, che Van Gogh avrebbe gradito una versione “al sugo” dei suoi girasoli.

Immagine reperibile all’url: https://www.corriere.it/cronache/22_ottobre_14/van-gogh-attivisti-ambientali-gettano-zuppa-pomodoro-capolavoro-girasoli-fe7e7ffe-4bb5-11ed-9dcb-b248fbaa757f.shtml

Molto utile è anche far ragionare la classe sulla tipologia degli argomenti usati dall’editorialista; nel quarto paragrafo Burke si avvale di un argomento per analogia: pone infatti a confronto l’interesse di Van Gogh per la natura, i poveri e la spinta una visione diversa della realtà con il medesimo modo di percepire la situazione degli attivisti per il clima.

Diverse domande possono invece riguardare la visione dell’arte che emerge nell’editoriale, l’uso dei connettivi, ma anche la riformulazione e spiegazione di determinate espressioni non immediatamente chiare per uno studente del 2024:

  • impatto comunicativo
  • all’avanguardia nell’astrazione e nella sperimentazione
  • di essere immaturi o troppo criptici

Per classi di livello, alto, si può cercare di indagare la presenza, nel testo, di determinate figure retoriche, così come l’ironia dell’editorialista e la critica verso chi denigra le azioni dei giovani.

Confronto

In un recente articolo del mese di luglio, dal titolo L’anacronismo della prima prova (recuperalo qui), auspicavo, in futuro, la presenza, nella tipologia B, di due brani con tesi contrapposte, su un argomento divisivo, in modo da consentire agli studenti di andare oltre la mera argomentazione d’appoggio, assecondando le posizioni dell’auctoritas di turno. «Internazionale» ci aiuta in questa operazione perché, nella pagina successiva, è presente un editoriale di Karin Pihl (recuperabile per gli abbonati qui), che presenta una visione opposta del problema.

Su questo editoriale si possono attivare delle operazioni di confronto, cercando di fare dialogare le due editorialiste. Propongo quindi di stendere quesiti di questo tipo, lasciando alla creatività di ogni docente eventuali alternative:

  • Quali sono, per la Pihl, i due aspetti più pericolosi delle azioni degli attivisti di Just for oil?
  • Cosa differenzia le proteste sulle autostrade da quelle nei musei?
  • Quale visione dell’arte emerge nell’articolo dell’editorialista svedese?
  • A quali conclusioni approda l’opinionista nel finale dell’articolo?

Una volta svolte queste operazioni di comprensione e analisi sui due articoli, è opportuno chiedere agli studenti di prendere posizione sulla controversia: qui, si spera, verranno prodotti degli elaborati argomentativi, dal momento che è ben chiara la posizione di Bourke e Pihl e gli argomenti esposti dall’una e dall’altra sono a prova di confutazione. La produzione, da svolgere in forma domestica, può seguire la seguente traccia:

La protesta degli attivisti climatici, che sta colpendo nelle ultime settimane musei e dipinti, ha creato posizioni contrapposte, che l’editoriale della Bourke ha ben delineato. Sulla base di quanto hai appreso da quotidiani, tv e, ovviamente, social network, come ti poni nella controversia sollevata? Ritieni queste proteste efficaci oppure le reputi inutili e solo pericolose per la conservazione di patrimoni dell’umanità?

Stendi un testo di 5000 battute (spazi inclusi), in cui sia ben presente la tua tesi e gli argomenti. Inizia in modo originale (con una citazione, una contestualizzazione, un aneddoto).

Tornare all’argomentazione

Come si può notare, nell’attività didattica sulle manifestazioni degli attivisti per il clima, la classe è stata posta di fronte a dei testi ben fatti, autentici, in cui due opinioniste si sono schierate a favore (Bourke) e contro (Pihl) tali proteste. Oltre a essere un problema più vicino alla sensibilità degli studenti, i due editoriali non erano troppo “forti” da indirizzare gli scriventi e, soprattutto, il fatto di non essere stati, come nei testi della prima prova ministeriali, sottoposti a tagli selvaggi (che spesso ne snaturano il senso), ha permesso di comprenderne lo sviluppo e, a mio avviso, a predisporre meglio alla stesura di un testo d’appoggio. Su questo si potranno inserire alcuni vincoli, magari in fase di laboratorio di scrittura: utilizzare un particolare lead, partire con l’antitesi, inserire degli argomenti di sostegno con dati statistici, in modo da far usare la rete in modo consapevole.

Come sempre, nello spirito di condivisione di questo blog, vi lascio il link al file .doc (QUI) della prova assegnata in classe sul testo di India Bourke e liberamente modificabile nelle vostre classi e per le vostre esigenze. Vi aspetto, se vi va, nei commenti.

4 pensieri riguardo “Strutturare vere tipologie B: un esempio per il triennio

  1. Ciao Matteo,

    grazie per i bellissimi spunti! Sebbene io sia tendenzialmente d’accordo con te (ed è anche quantomeno singolare che non sia stata almeno cambiata la dicitura della tipologia B), tuttavia mi chiedo se un’ulteriore via non potrebbe essere quella di abituare le classi a lavorare anche su testi di taglio più espositivo. Si potrebbe seguire l’implicita proposta di C. Nesi nel volume curato da P. Rocchi sulla prima prova scritta, e potremmo abituarlə a trovare nuove argomentazioni a sostengo della tesi proposta, o a mettere in discussione quanto leggono nelle tracce. Certo è che questo richiede delle conoscenze precise (non solo competenze), soprattutto se l’ambito è storico o comunque specialistico.

    Tu che ne pensi?

    Un abbraccio

    m

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    1. Secondo me bisognerebbe iniziare a distinguere esposizione e argomentazione, prendendo anche spunto dal modello di scrittura inglese. Io credo che tutto questo discorso debba essere fatto a livello collegiale, perché la scrittura, soprattutto argomentativa, dovrebbe essere una competenze di cui tutti il cdc dovrebbe farsi carico.

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  2. L’ultimo anno di insegnamento, in una classe seconda del Liceo Scientifico delle Scienze Applicate, portavo gli allievi in laboratorio d’informatica e facevo produrre, a piccoli gruppi, un testo argomentativo rielaborando testi letti assieme in aula. In pratica, esercitazioni sulla tipologia B semplificata. Facevo rispondere alle domande sul testo come lavoro domestico autonomo, poi leggevamo in aula alcune risposte, confrontandole tra loro, quindi si passava al laboratorio. Naturalmente, avevano a disposizione la rete per recuperare materiali da cui prendere spunto e la collaborazione permetteva di mettere a confronto le idee di ciascuno, pur con i limiti che ben conosciamo (c’è sempre chi lascia fare agli altri…). Non si trattava, comunque, di attività soggette a valutazione con voto, solo un giudizio sintetico da trascrivere sul RE nella sezione “test” (valutazioni che non fanno media). Non so quanto siano state utili in terza, ma credo che si debba lavorare sul testo argomentativo fin dalla seconda e continuare, proponendo testi via via più complessi, per tutto il triennio. Rimane il fatto che la tipologia B, com’è concepita per la prima prova scritta dell’ESC, non è semplice, facilmente si scade nel banale e si producono testi senza spessore, pieni di luoghi comuni e di scarsa originalità. C’è anche da dire che nella maggior parte dei casi gli allievi scrivono ciò che credono possa piacere all’insegnante, non quello che pensano realmente.

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