Tempo di lettura stimato: 10 minuti
Due anni fa, in occasione della Giornata della Letteratura 2021 organizzata dall’ADI SD Lombardia, ho avuto l’opportunità di presentare un’attività didattica pensata per il Dantedì e intitolata Fuga dalla selva dei suicidi (trovate la presentazione qui sul mio profilo di Academia). Dopo l’intervento del Prof. Francesco Toniolo, tra i più grandi esperti italiani di mondi videoludici, che ha analizzato le riprese nei videogiochi della Commedia (e, in particolar modo, dell’Inferno), ho proposto un laboratorio sull’utilizzo delle escape room per la didattica dantesca applicandolo al canto XIII, incentrato sulla figura di Pier delle Vigne. Come ho scritto nell’articolo sul blog (se te lo sei perso, clicca qui), l’applicazione Genially consente di creare, su format (template) già pronti, escape room virtuali, che possono anche includere le arti figurative, la musica (nel caso ci si avvalga di un account Premium!), rendendo l’apprendimento della Commedia da testuale a interdisciplinare nel senso più vero del termine.
In realtà creare escape room di ambito dantesco è sì stimolante e sfidante, ma implica una serie di prerequisiti non scontati: la conoscenza generale della struttura della cantica e profonda del canto su cui impostare la gamification (o ludicizzazione, visto che siamo nell’ambito dell’italianistica…), nozioni di coding (per quanto concerne la pagina in cui inserire il codice di fuga) e di storia dell’arte, per selezionare bene le rappresentazioni figurative del canto.
Durante lo scorso anno ho ragionato però anche su un’applicazione “più bassa” della proposta didattica e pensata per il ripasso del programma di classe prima di latino (e, ovviamente, anche di grammatica italiana). L’ispirazione mi è venuta dalla maggior esperta italiana di escape room, la bravissima Anna Rita Vìzzari (trovate qui il link al suo volume di riferimento Didattica con le Escape Room, che consiglio di acquistare…), di cui sono liberamente fruibili in rete dei webinar in cui dimostra sempre la sua competenza e professionalità nell’argomento proposto (cliccate qui per il webinar Rizzoli, Le Umanistiche live; qui per quello organizzato da Flipnet). Nel volume citato sono presenti infatti attività per il I ciclo da cui ho preso spunto per il mio Escape latin, una escape room in cui si susseguono quesiti di grammatica e civiltà latina per fuggire dall’incubo (per gli studenti è così…) del ripasso dei contenuti di prima.

Quando si progetta un’attività didattica credo che si debba avere sempre presente il punto di arrivo: il mio era un ripasso giocoso di quelli che, a mio avviso, erano gli argomenti più importanti del primo anno di latino, ovvero la morfologia verbale, la terza declinazione, naturalmente il concetto di valenza del verbo, ma anche la civiltà e il lessico dei Romani. Genially propone già dei template impostati con interattività e chiavi; per ragioni grafiche, ho deciso di scegliere Education Escape Room, la seconda dell’elenco qui riportato.

Questo template, infatti, consente di strutturare l’escape in 6 tappe, con i percorsi già pre-impostati. Si tratta di un’escape “chiusa”, la migliore secondo la prof.ssa Vìzzari, che sconsiglia di inserire i link a pagine esterne, dal momento che possono distrarre e rendere difficoltoso il percorso, dato che bisogna “rientrare” nell’escape digitale da un’altra finestra (tutto si complica poi se si usa uno smartphone nell’ottica del BYOD). Nella seconda pagina (e poi lungo l’itinerario) gli studenti possono infatti conoscere preventivamente le stanze da cui fuggire e, in itinere, quali tappe percorrere per uscire dall’incubo grammaticale.

Ovviamente la scelta degli argomenti (così come del font, altra mia fissazione) può essere modificata dal docente e, come vedremo dopo, dal gruppo di studenti; personalmente ho deciso di inserire queste categorie “conoscendo i miei polli” e le loro lacune: difficoltà nel ricordarsi la morfologia verbale, lessico di base pervicacemente ignorato, terza declinazione e classificazione dei temi in consonante/vocale tirata a caso, congiunzioni che devono sempre cercare sul dizionario (arg!). Va da sé che la struttura di questa pagina invita a ragionare per 3: la sezione da affrontare presenta l’interattività (cliccando sull’elemento si viene rimandati a un’altra pagina), mentre le altre hanno dei tooltip con il lucchetto, perché potranno essere affrontate solo dopo aver superato le sezioni iniziali.
Il grosso vantaggio di Genially è la presenza di interattività preimpostate, anche se non è inutile spiegare, in una lezione più di informatica umanistica, in realtà, che di latino, le funzionalità dell’applicazione. Come si può vedere nella prima immagine, la soluzione mitteram è scorretta e rimanda alla “Pagina degli errori” che, da sadico, ho voluto inserire come destinazione di tutti i quiz scorretti. In realtà, in una versione più “umana” (Fantozzi docet), si può semplicemente indicare nel “Go to page” la prima della sezione, senza far superare di nuovo tutti i quiz. In realtà ripartire da capo, nelle attività di gruppo, richiede delle competenze di collaborazione che, a mio avviso, vengono potenziate da questa forte penalizzazione.


Le domande, come vedrete a fine articolo, si dispongono alternando quesiti grammaticali (sulla morfologia verbale, la terza declinazione, la valenza del verbo) ad altri di civiltà; pur nella difficoltà, infatti, di affiancare la cultura latina alla lingua, a causa delle sole due ore settimanali, mi ero soffermato su alcuni elementi-chiave come la familia, la condizione femminile, la guerra e il mos maiorum. Ritengo infatti che si tratti di concetti che dovrebbero fare parte del bagaglio culturale dello studente anche nel triennio, come “eredità” della cultura romana, visibili d’altra parte, in forma di echi e riprese, anche nella letteratura medievale e moderna.
Da sostenitore del modello grammaticale valenziale non potevano mancare quesiti sulla verbo-dipendenza, come quello qui sotto. Le immagini sono prese da quelle free che si possono trovare dal serbatoio di Genially, per non incorrere in problemi di copyright.

In realtà, una versione più impegnata nell’escape room, magari da svolgere a fine anno, potrebbe comprendere la raccolta di numeri corrispondenti alla valenza di determinati verbi, per aprire una porta di fuga. Ciò però implicherebbe una “virata” verso il coding, dal momento che andrebbe impostata una “Page de creation”, come spiega bene Stefania Rigo, ambasciatrice Genially nel video qui sotto. Si tratta di impostare infatti un codice alfanumerico per uscire dall’escape virtuale (magari ottenendo un certificato), ma anche di prevedere un numero di tentativi oltre i quali non poter andare. Attraverso l’estensione S’cape si possono anche impostare reazioni giocose per il codice corretto o sbagliato.
Ecco, a titolo di esempio, le due pagine che presentano un codice per uscire. Per ragioni didattiche è opportuno scegliere verbi con valenze chiare.


Veniamo ora alla proposta didattica: gli studenti giocheranno, durante una delle prime lezioni dell’anno, all’Escape latin creata dal docente; successivamente, dopo una breve spiegazione, con l’ausilio del laboratorio mobile o dei tablet, dell’applicazione Genially (su come, banalmente, gestire l’interattività, i tooltip e creare delle pagine per gli errori) verranno divisi in gruppi e creeranno loro una piccola escape di massimo 12-15 quesiti su alcuni argomenti scelti dal professore. L’ideale sarebbe replicare le sezioni individuate dal docente e quindi assegnare a un gruppo (di 3-4 componenti) la creazione di escape rispettivamente su morfologia verbale, terza declinazione, lessico, valenza del verbo e congiunzioni (eviterei, per ragioni di complessità, la parte relativa alla civiltà).
Genially è, a mio avviso, interessante perché permette di condividere il prodotto digitale e consentire quindi agli studenti di lavorare sulla medesima Escape in modalità sincrona e asincrona. Basta infatti cliccare su Collaborators per far aprire una finestra in cui inserire l’indirizzo e-mail dei componenti del gruppo che dovranno lavorare sulla presentazione. Ciò consente anche quella di attivare la metacognizione, come giustamente rilevava la prof.ssa Vìzzari in un incontro di formazione: l’escape va “testata” e quindi vanno verificati eventuali bug, incongruenze oppure collegamenti tra una stanza e l’altra poco funzionali.

Genially permette anche, meglio di Google Moduli, altra applicazione per creare escape (trovate qui un ottimo articolo di Michele Storti) di inserire delle immagini, prese tra quelle Creative Commons, anche se su Genially se ne possono già trovare alcune divertenti, così come delle GIF da collocare in prossimità di risposte esatte o sbagliate.
Arrivati in fondo all’articolo, vi chiederete quanto tempo si debba impiegare per progettare questa attività digitale di latino. In tutta sincerità, non credo si vada oltre le 5h di lezione, comprensive di esperienza di ludicizzazione con escape creata dal docente (1h scarsa), spiegazione delle funzionalità base dell’applicazione (1h), indicazione sui quesiti da inventare e sulle fonti da usare (1h), specie per il lessico, laboratorio in classe e a casa (1h + 1h di lavoro domestico), sfide in classe (1h). Nella conclusione dell’attività si attiveranno delle sfide a squadre: il gruppo, per esempio, che ha creato l’escape room di morfologia verbale proietterà sullo schermo interattivo o LIM il QRCODE contenente il link del gioco e vincerà la gara la squadra che uscirà dalle stanze dei rivali nel minor tempo possibile. Si andrà quindi a rotazione per le altre squadre e, a fine ora, si sommeranno i punteggi ottenuti nelle diverse sfide (con punteggi decrescenti in base all’ordine di uscita) per decretare il vincitore dell’Escape latin.
Ora tocca a voi giocare con la mia Escape latin. Vi aspetto nei commenti per qualche riflessione su questa proposta didattica.
Molto interessante, non di facilissima realizzazione, secondo me, considerato anche il fatto che i gruppi devono essere equilibrati e i componenti collaborativi (ci sono sempre quelli che battono la fiacca e lasciano fare agli altri…). Comunque un lavoro stimolante.
"Mi piace""Mi piace"
Voglio provare! Era da un pezzo che volevo cimentarmi su questo tipo di lavoro, ma non sapevo da dove partire. Grazie per le dritte!
"Mi piace"Piace a 1 persona